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Minestra e pizza
Un piatto solito e monotono che costituiva l’unica pietanza del giorno.
Il piatto risulta costituito da un misto di verdure selvatiche e di ortaggi
come cicoria,cavoli, finocchi selvatici e cosi via a seconda della
disponibilità delle verdure. Questo misto viene poi consumato con la
pizza di granturco (granuriniu) cotta sulla graticola girevole.
La ‘ngattinata
Piatto tipicamente estivo e anch’esso costituito da un misto, ma di ortaggi;
gli ingredienti cariano dai faggiolini, zucchine, peperoni, patate,
pomodori, fiori di zucca. Poi va cotto e condito con pomodoro.
Patate sfruculate
Questo piatto viene consumato nelle giornate di inverno o di
autunno e non è costituito da altro che patate bollite nell’acqua,
pelate e schiacciate con una forchetta fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Vi si possono aggiungere altri ingrediente a proprio piacimento come.
Peperoni, ceci fave e il caratteristico e peperoncino.
Matasse
Lungo groviglio di pasta continuo che, allungato con opportuni movimenti circolari
delle mani e con qualche spruzzata di farina di granturco per non fare appiccicare i
numerosi filamenti, viene successivamente tagliato con una lunghezza pari più o
meno a quella di uno spaghetto. Questo piatto può essere condito con un buo ragù e
del formaggo pecorino. Può essere inoltre arricchito con fagioli o ceci e creare
altri due gustosi piatti tradizionali: “matasse e fasuli” e “matasse e ciciri”.
Patanieddi e pap’r’nola
Si lessano i “patanielli”, si scorticano e si affettano molto sottili,
quindi si sfriggono peperoni secchi e pap’r’nola (polvere di peperoni
essiccati al fumo e macinati) in olio abbondante e il tutto si versa
fra lo scoppiettio dell’olio bollente e del sale sui patanielli che
diventano una bontà profumatissima per il palato di intenditori…
Taddi e Patan’
Il taddo è il gambo vegetale, situato tra il fiore pistillifero e il frutto (zucca),
del genere della famiglia delle Cucurbitacee. Preparazione: I taddi vanno cotti sul
fuoco pochissimo, data la fragilità strutturale del gambo, in un “callarulo” di rame,
laddove, dopo aver affettato le patate crude nelle forme volute, le si mettono a
bollire in un altro recipiente (preferibilmente pignatta panciuta di creta) vicino
ad un fuoco braciato di legna di quercia, Un attimo prima della definitiva cottura
delle patate si aggiungono i taddi, un pizzico di sale marino, un mezzo “cuoppo”di
olio di oliva e una “capocchia” di aglio tritato.
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